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2.1.0
Misura Centri Storici
2.1.1
Intervento Edilizia Pubblico/Privata a)Recupero b)
Riqualificazione c)
Manutenzione
PROPONENTI
Indice
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Scheda
edilizia
pubblico/privata
La
crisi occupazionale ed economica e le evidenti difficoltà del
tradizionale e trainante comparto edilizio locale impone la necessità
di ricercare nuovi metodi di intervento a breve e medio termine per un
rilancio del lavoro della produzione e dell’occupazione.
La
sempre meno ampia disponibilità di risorse pubbliche fa si che la
creazione di ricchezza dipenda sempre più dalla cultura sotto forma di
capacità ideativa, innovativa, professionale ecc., ed ancor più dalle
capacità dei soggetti operanti nel mondo produttivo di associarsi con
altri e di coordinare le proprie azioni con quella di altri.
Pertanto,
con la presente proposta di intervento, si elabora un’ipotesi di
lavoro finalizzata al recupero ed al riuso del nucleo antico dei Comuni
ricompresi nel programma mediante il concorso di risorse pubbliche e
private e la concertazione tra soggetti diversi secondo il metodo della
partecipazione con regole che non provengono dall’alto ma dal basso,
per costruire, insieme, un modello di città dell’integrazione, della
solidarietà e della buona economia.
Alle difficoltà conseguite per l’estensione delle prassi del
riuso edilizio (aleatorietà delle previsioni di spesa, manomissione dei
centri storici, diffidenza nell’investimento in favore di forme
diverse e più lucrose) si vanno contrapponendo strumenti più
interessanti che possano neutralizzare gli aspetti negativi ed innescare
una nuova “cultura” a favore del riuso. I motivi di questa crescita
di importanza del riuso consistono, principalmente, dal sensibile
cambiamento del quadro economico che ha reso, almeno sul piano teorico,
più vantaggioso il riuso (legge 457/78 – 179/92 – 493/93 …….).
Le
azioni, coordinate dalle Pubbliche Amministrazioni, difendono
dall’espulsione dal centro storico i cittadini, sviluppano la cultura
del rispetto dei beni culturali ed allontanano l’insostenibilità di
ogni politica di espansione urbana.
Gli interventi previsti con l’intervento 2.1.1 trovano
attuazione attraverso l’applicazione delle norme contenute negli
strumenti urbanistici vigenti ( P.P.E. e P.R.) adottati dalle
Amministrazioni interessate.
Alla
base della strategia del recupero si può collocare l’edilizia
convenzionata ed agevolata, importante strumento che consente di agire
in un mercato consistente che può essere sostenuto dall’intervento
pubblico.
Il
meccanismo operativo posto in essere con il seguente intervento,
risponde alla logica basata su una stretta collaborazione tra enti
pubblici e privati nell’esecuzione di interventi per il recupero del
patrimonio edilizio degradato.
La proposta tiene conto in primo luogo dell’inopportunità di
ogni intervento che si basi sul solo capitale privato che porti ad una
incontrollata espulsione dei ceti meno abbienti.
L’opera
di recupero integrata dalle azioni pubblico/privata determinerà effetti
benefici sull’economia locale. Tali benefici sono distinti in
transitori e duraturi. Nei primi è riconoscibile il rinnovo e
l’adeguamento delle tecnologie di produzione, di commercializzazione
dei prodotti e materiali necessari al processo di recupero edilizio ed
il gettito addizionale tributario (IVA sui materiali, sulle prestazioni
professionali, sulle vendite immobiliari, l’imposta sui redditi
prodotti dal programma costruttivo – IRPEF).
Nei
secondi: la riduzione dei costi di mobilità e trasporto, ICI, ICIAP e
TOSAP a vantaggio delle casse comunali, l’incremento del valore degli
immobili, l’incremento della fruizione dei beni culturali e
conseguente gettito tariffario per visite a musei, biblioteche ecc.,
l’incremento dei flussi turistici e conseguente aumento delle
attività economiche indotte (ristorazione, ricettività, ecc.), il
miglioramento della qualità della vita, il minore inquinamento
ambientale.
Le
azioni proposte interagiscono con le misure 1.1.0, 1.4.0, 2.1.0, 3.1.0 e
con gli interventi 1.1.1, 1.4.1, 1.4.2, 1.4.3, 2.1.2, 2.1.3, 2.1.4,
3.1.2, 3.3.1 e 3.3.2.
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