PROTOCOLLO
D’INTESA (Filiera
Calzature) TRA 1.
La
Provincia di Benevento,
rappresentata dall’on.le Carmine Nardone nella qualità di Presidente
della Provincia di Benevento; 2.
Il
Comune di Benevento,
rappresentato dal dott. Sandro Nicola D’Alessandro nella qualità di
Sindaco del Comune di Benevento, Ente capofila del programma di
riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio denominato
“Calidone”; 3.
L’Unione degli Industriali di Benevento, con il geom. Donato
Callisto nella qualità di Presidente dell’Associazione provinciale ed
in rappresentanza delle aziende aderenti all’ANCI; 4.
“Calzaturificio
Lady Blu S.r.l.”,
con
sede in Benevento, alla Piazza IV Novembre n. 4, in persona del legale
rappresentante p.t., Mauro Paci; 5.
“Monachesi
Lina” ditta individuale,
con
sede in Montegranaro (AP), alla Via Martiri d’Ungheria n. 94, in
persona dell’avv. Massimo di Buonavventura, procuratore speciale del
legale rappresentante p.t., Monachesi Lina; 6.
“Omnia
leather di Ferroni Randolfo”,
con
sede in Montegranaro (AP), alla Via Curtatone n. 4, in persona del
legale rappresentante p.t., Randolfo Ferroni; 7.
“Calzaturificio R.P.M. Srl”,
con
sede in Benevento, alla Piazza IV Novembre n. 4 in persona del legale
rappresentante p.t., Abruzzetti Pietro; 8.
“SGS Moda Srl”,
con
sede in Benevento, alla Piazza IV Novembre n. 4 in persona del legale
rappresentante p.t., Tartabini Miriam; 9.
“Rendez Vous Mode Snc”, con sede in Campoli del Monte Taburno
alla Via Fontana di Campoli, in persona del legale rappresentante p.t.
Caporaso Maria Grazia; 10.
“Calzaturificio G.I.R.A.M. Srl”, con sede in Altidona alla
Via F. Magellano 18, in persona del legale rappresentante p.t. Fedeli
Monica; 11.
“Flash Print di A. Muraglia & C. Sas”, con sede in
Benevento, alla Contrada Pezzapiana, in persona del legale
rappresentante p.t.Muraglia Antonio;
Premesso >
Che il Comune di Benevento è Ente capofila del programma di
riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio denominato
“Calidone” che vede coinvolti 68 Comuni ed altri soggetti pubblici e
privati; >
Che con il programma Calidone si intendono sviluppare processi di
gestione urbana sostenibile attraverso azioni che tengano conto delle
questioni ambientali, sociali ed economiche per fornire la base
necessaria all’integrazione delle realtà locali. Il raggiungimento
degli obiettivi è supportato da un’adeguata azione di coordinamento e
di integrazione, coniugando il principio di sussidiarietà con il
concetto più ampio di responsabilità condivisa. >
Che il programma considera il comprensorio di riferimento quale
ecosistema complesso caratterizzato da flussi in continuo processo di
mutamento e sviluppo; >
Che tra gli aspetti principali, da porre a base degli interventi,
vi è l’attuazione degli insediamenti produttivi delle aziende
proponenti il programma e di quelle che hanno manifestato interesse a
parteciparvi. Incentivare lo sviluppo delle attività produttive, la
dotazione delle infrastrutture (sia a rete che puntuali), l’Università,
il sistema dei parchi. Sviluppare le attività commerciali di qualità e
l’artigianato tipico dei centri storici. Elevare a sistema il
territorio con iniziative pubbliche e private che siano in grado di
accrescere la competitività delle aziende. In sintesi: “per sviluppo
sostenibile si intende uno sviluppo che risponde alle necessità del
presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di
soddisfare le proprie esigenze”. >
Che il programma Calidone si articola in tre sottoprogrammi: 1.0.0
Sottoprogramma Economia (Politiche di Sviluppo) 2.0.0 Sottoprogramma Territorio (Recupero e Valorizzazione) 3.0.0 Sottoprogramma Ambiente
(Tutela e Salvaguardia) tra
loro strettamente correlati ed inseriti all’interno di una logica di
sistema che si autoalimenta e si autoregola.; >
Che sono state avviate da parte dei Comuni interessati, le
progettazioni delle opere pubbliche ricomprese nel programma ed inserite
nel protocollo d’intesa sottoscritto con il Ministero dei LL.PP., con
la Regione Campania e la Provincia
di Benevento in data 23.10.2000; >
Che il Comune di Benevento ha avviato gli studi di fattibilità
relativi ad alcuni degli interventi previsti nel programma Calidone e,
tra questi, quello relativo alla filiera dei rifiuti speciali, ai
trasporti, all’Energia, etc.; >
Che il sottoprogramma economia mira a potenziare lo sviluppo
delle attività agricole, industriali/artigianali e del terziario (in
particolare, del turismo). Si sviluppa in quattro misure: 1.1.0
Industria ed artigianato, 1.2.0 Agricoltura, 1.3.0 Tursimo ed 1.4.0
Servizi, misure che a loro volta si articolano in interventi. Tutti gli
interventi e relativi progetti compresi nel sottoprogramma economia, pur
essendo tra di loro diversi, sono comunque inseriti all’interno di un
unico sistema di sviluppo secondo il principio della sussidiarietà e
della corresponsabilità. Da una visione sinottica, infatti, emerge come
tali interventi siano tra di loro correlati ed integrati, mediante
l’implementazione di una unica visione strategica e sistemica, ed il
sottoprogramma relativo non si configura come la sommatoria di singole
attività, ma come un unico intervento, anche se di tipo complesso.
L’azione integrata degli interventi pubblico/privato, di formazione,
di ricerca e dei collegamenti in rete materiali ed immateriali,
evidenzia un sistema chiuso che trae origine dall’ambiente (energia) e
si sviluppa attraverso il reperimento delle materie
(stoccaggio/trasporto), la trasformazione, la formazione, per chiudersi
nello smaltimento dei rifiuti. >
Che il sottoprogramma 1.1.0 comprende interventi a favore di
iniziative imprenditoriali appartenenti al settore industriale e
artigianale, e si concretizza da un lato nella creazione di nuovi
insediamenti industriali, o nella riqualificazione di quelli esistenti,
e dall’altro in interventi di più ampio respiro, non destinati alla
singola realtà imprenditoriale, ma capaci di generare beneficio per
tutte le iniziative presenti sul territorio. Di particolare importanza
è il fatto che tutte le iniziative industriali ricadono all’interno
di aree PIP, e che la stragrande maggioranza degli interventi si integra
con il Patto Territoriale di Benevento o con il distretto industriale
del tessile di San Marco dei Cavoti. Si tratta, quindi, di una
prospettiva di sviluppo industriale condotto sempre nell’ambito di una
visione generale di sviluppo sostenibile e di rispetto dell’ambiente.
Infatti, le nuove iniziative imprenditoriali sono tutte a ridotto
impatto ambientale, sia per localizzazione (aree PIP), sia per tipo di
produzione, sia, infine, per tecnologie produttive e di processo
impiegate. Inoltre, le azioni di adeguamento delle iniziative produttive
già esistenti hanno come scopo primario non solo il miglioramento della
competitività delle aziende interessate, ma anche e soprattutto la
riduzione dell’impatto ambientale, la migliore salvaguardia delle
condizioni igienico-sanitarie dei lavoratori impiegati, la
delocalizzazione degli opifici industriali dal centro abitato e lo
spostamento di tali produzioni in aree specificamente attrezzate e
concepite. >
Che le intestate aziende hanno manifestato un concreto interesse
ad aderire al programma condividendone l’ottica di sistema ed i fini. >
Che le intestate aziende costituiscono l’integrazione al
sistema produttivo del programma Calidone; >
Che, in particolare, l’iniziativa, da realizzare attraverso lo
strumento del contratto di programma o altri strumenti della
programmazione negoziata, può trovare idonea collocazione nell’area
industriale di Olivola-Roseto ricadente, nell’ambito del Programma
Calidone, nel territorio del Comune di Benevento o nell’ambito delle
altre aree PIP del Comprensorio del PRUSST; >
Che le intestate aziende in conformità con i fini del programma
Calidone hanno previsto: a)
l’assunzione, per quanto possibile, di manodopera locale per la
realizzazione delle produzioni a regime; b)
l’adozione di standards ambientali certificati quali
l’implementazione della Certificazione ISO 14001 o l’adesione al
regolamento EMAS; >
Che l’Unione degli Industriali di Benevento, per il tramite
dell’Associazione Nazionale Calzaturieri Italiani, in data 7 aprile
2001 si è resa promotrice dell’iniziativa di presentazione delle
opportunità territoriali della provincia di Benevento ad una
delegazione di industriali del settore calzaturiero interessati a
sviluppare nuove iniziative imprenditoriali. In seguito a tale attività
alcuni imprenditori hanno rappresentato alla stessa Unione degli
Industriali di Benevento di voler attivare la procedura di
localizzazione degli interventi; >
Vista l’allegata analisi di prefattibilità e le schede di
programma predisposte dalle intestate aziende; >
Richiamato il D.M. LL.PP. 1169/98 e successive modificazioni e
l’art. 3 comma 4 del D.M. LL.PP. 492/2001; >
Visto il protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comune di
Benevento e la Provincia di Benevento in data 4 agosto 1999; >
Visto il protocollo quadro sottoscritto tra Provincia di
Benevento e Regione Campania in data 16 gennaio 2001; Tanto
premesso, ai sensi dell’art. 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241, le
parti, come sopra rappresentate, convengono quanto segue: 1)
la Provincia di Benevento ed il Comune di Benevento, nella qualità
di Ente capofila del PRUSST, supportano le costituite aziende nella
redazione dello studio di fattibilità necessario per conseguire il
finanziamento attraverso gli strumenti della programmazione negoziata e
nel reperimento delle aree per gli insediamenti produttivi nella zona
industriale Olivola-Roseto o, se necessario, nell’ambito dei PIP del
Comprensorio, in particolare tra quelli ricadenti nel P.I. protofiliere
provinciali, o del distretto industriale di San Marco dei Cavoti; 2)
la Provincia di Benevento accompagnerà e sosterrà
l’iniziativa delle imprese, soddisfacendone i fabbisogni formativi
avvalendosi delle strutture operanti sul territorio ed in particolare
coinvolgendo gli istituti professionali quali l’Istituto Tecnico
Industriale “Bosco Lucarelli”, l’Istituto Professionale di Stato
per l’Industria e l’Artigianato “L.Palmieri” e l’Istituto
Professionale di Stato per il Commercio “M.Polo”; 3)
L’Unione degli Industriali di Benevento definirà con le
aziende dell’ANCI le necessità localizzative dando atto, fin da ora
la partecipazione delle stesse al presente protocollo; Sosterrà le
iniziative imprenditoriali nelle sedi istituzionali; 4)
le sopra costituite aziende si obbligano alla creazione del
consorzio preliminare alla presentazione della domanda di finanziamento; 5)
le sopra costituite aziende aderiscono al programma PRUSST
Calidone ed affideranno ad uno o più consulenti di loro fiducia
l’incarico di predisporre, in collaborazione con i consulenti
designati dal Coordinamento del PRUSST, dalla Provincia di Benevento e
dall’Unione degli Industriali, i documenti necessari alle varie fasi
del Contratto di programma, nonché di assistenza, ovvero: Fase
1 – accesso: presentazione della documentazione di accesso al
Contratto di Programma, prevista dalla Delibera CIPE 25 febbraio 1994 e
ss.mm., e, contestualmente, al Ministero del Tesoro, Bilancio e
Programmazione Economica ed alla Regione Campania, A.G.C. Sviluppo
Attività Settore Secondario, ai sensi e per gli effetti dell’Accordo
di Programma Quadro “Poli e Filiere Produttive” dell’Intesa
Istituzionale di Programma sottoscritta il 16 febbraio 2000 tra il
Governo e la Regione Campania; Fase
2 – istruttoria: durante la valutazione da parte del Ministero
della validità tecnica ed economica del piano progettuale,
l’elaborazione di una specifica programmazione finanziaria e le
eventuali variazioni concordate; Fase
3 – redazionale: elaborazione dei documenti di cui all’allegato A di
questo protocollo; Fase
4 – approvazione: deliberazione del CIPE su proposta del Ministero del
Bilancio; Fase
5 – gestione: elaborazione dei progetti esecutivi delle singole
iniziative da sottoporre ad istruttoria tecnica, economica e
finanziaria, anche sulla base di una specifica relazione bancaria; Fase
6 – verifica del contratto: azione di accertamento da parte del
Ministero del Bilancio. A
tal fine si impegnano ad uniformare la documentazione da produrre per
l’adesione al programma Calidone secondo le procedure stabilite dal DM
1169/98 così come modificato dal successivo DM 492/2001 ed in conformità
dei deliberati dell’Assemblea dei Sindaci. 6)
le sopra costituite aziende elaboreranno uno studio di fattibilità,
a proprie spese ed oneri, in conformità agli indirizzi di cui
all’allegato A) entro 60 giorni dalla sottoscrizione del presente
protocollo. Tale studio dovrà analizzare, in particolar modo, le
possibilità di integrazione dell’iniziativa al programma Calidone, le
azioni del CdiP finalizzate alla formazione ed alla realizzazione
dell’intero programma. Allo studio di fattibilità parteciperanno,
quali componenti del gruppo di lavoro, il dottor Elio Mendillo ed il
dottor Giovanni Barretta per il Coordinamento del PRUSST Calidone, il
dott. ____________ per la Provincia di Benevento ed il dott. Sergio
Vitale per l’Unione degli Industriali; in particolare al dott. Elio
Mendillo viene affidata la rappresentanza, utile alle procedure
amministrative, presso la Regione Campania ed il Ministero del Bilancio
e della P.E., unitamente ad una figura dirigenziale del Comune capofila,
che il Sindaco individuerà; 7)
ai fini dell’attuazione del presente protocollo d’intesa il
Sindaco del Comune di Benevento, nella qualità di Ente Capofila del
programma “Calidone”, dichiara che il responsabile del procedimento,
ai sensi dell’art. 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241, è il geom.
Franco Terracciano, quale coordinatore del programma “Calidone”; 8)
Ogni onere derivante e conseguente il presente protocollo è ad
esclusivo carico delle Imprese sopra costituite; 9)
Il presente documento verrà sottoposto all’esame del tavolo
permanente di concertazione previsto dagli artt. 3 e 5 del protocollo
d’intesa sottoscritto dal Ministero dei LL.PP. dalla Regione Campania,
dalla Provincia di Benevento e dal Comune di Benevento, nella qualità
di Ente capofila del Programma Calidone, in data 23 ottobre 2000. 10)
Il presente protocollo verrà sottoposto all’attenzione del
tavolo del partenariato sociale; 11)
Per eventuali controversie gli intervenuti concordano che il foro
competente è quello di Benevento. Le
Aziende Unione
degli Industriali di Benevento
geom Donato Callisto Comune
di Benevento
dr. Sandro Nicola D’Alessandro Provincia
di Benevento
on.le Carmine Nardone Benevento,
4 settembre 2001. ANALISI
DI PREFATTIBILITA’ FILIERA
DI PRODUZIONE DELLA
CALZATURA MEDIO-FINE
1.
PREMESSA Il
settore della calzatura medio-fine costituisce uno dei comparti
dell’area manifatturiera in cui è prevalente l’apporto
professionale degli operatori di produzione. L’esperienza acquisita
dalle aziende del distretto calzaturiero delle Marche (Ascoli Piceno e
Fermo) costituisce un patrimonio unico in un settore dove
l’industrializzazione non potrà mai raggiungere livelli di ampia
diffusione. In
questi anni si è assistito ad una progressiva emigrazione delle unità
di produzione verso Paesi in via di sviluppo ma ciò è reso possibile
solo laddove la produzione si sia orientata verso un prodotto di fascia
bassa. Il valore aggiunto della manifattura italiana è ancora un
fattore competitivo di fondamentale importanza per la realizzazione di
prodotti qualitativamente ineccepibili. Il distretto industriale della
calzatura marchigiana ha mantenuto la centralità degli aspetti di
ricerca e sperimentazione ed ha manifestato un progressivo incremento
dei costi indiretti e delle subforniture, costringendo le aziende a
valutare soluzioni alternative. In tale ottica un gruppo di imprenditori
del distretto ha deciso di realizzare al di fuori dell’area
marchigiana una filiera produttiva completa per la produzione della
calzatura medio fine. Il gruppo di aziende con specializzazione nella
produzione di suole e tomaie (tomaificio), calzature ed imballaggi
(scatolificio) ha deciso di valutare l’opportunità di insediare le
proprie attività in Benevento. A
queste si aggiungono, ad integrazione della filiera, alcune aziende
locali. 2.
OBIETTIVI
DEL PROGETTO La
realizzazione della filiera consente una estrema indipendenza e la
creazione di un sistema integrato all’interno del quale ottimizzare le
risorse ponendo estrema attenzione alla creazione dei costi. Priorità
irrinunciabile del progetto è la disponibilità e qualificazione delle
risorse umane che dovrà precede l’avvio delle attività di
produzione. Il sistema di aziende sarà in grado di produrre a regime
circa 7.500/8000 paia di calzature al giorno dando lavoro a circa 533
addetti diretti. Obiettivo
del progetto è l’avvio della produzione nel mese di Agosto
2002 in modo da garantire i volumi di produzione necessari per i
fabbisogni derivanti dalle vendite per la stagione invernale 2002/2003.
Caratteristiche
dimensionali preliminari
Fabbisogno formativo presunto
DISTRETTO
CALZATURIERO DI BENEVENTO SCHEDE
ANAGRAFICHE PER AZIENDA
IPOTESI
DI PERCORSO FORMATIVO FIGURA
PROFESSIONALE
CLASSIFICAZIONE
Denominazione
della figura professionale: Addetto
alla composizione e montaggio di scarpe Classificazione
della figura: 65.43-65.43.36 (in
base alla classificazione delle professioni ISTAT-EOL) Settore
di attività economica: DC19 (in
base a Classificazione ATECO '91) DESCRIZIONE DELLA FIGURA
Il
progetto si propone di formare una figura professionale in grado di
svolgere tutta una serie di attività lavorative nell'ambito
della produzione che permettono di realizzare compiutamente il prodotto
scarpa. L'
Addetto alla composizione e montaggio di scarpe è una figura in grado
di lavorare in un ambiente estremamente dinamico, caratterizzato da una
continua ricerca della qualità associata all'esigenza di offrire al
cliente un prodotto (scarpa), sempre al passo con i gusti e le tendenze
del momento. L'Addetto
deve essere in grado di dover far fronte a diverse fasi della produzione
della calzatura, le quali comportano una particolare attenzione nel
coordinare il proprio lavoro con le esigenze della lavorazione. Il
progetto di formazione nasce per tre fondamentali esigenze: -
tutelare
i clienti delle aziende del settore
calzaturiero -
riqualificare
l'antica arte della lavorazione delle pelli -
offrire
alle aziende del settore un gruppo di esperti qualificati. Il
Progetto intende formare ed adeguare alle nuove esigenze di mercato le
nuove leve, per far riemergere mestieri tra i più difficili ed
impegnativi che si conoscano. In
questo modo si prefigge di raggiungere un livello qualitativo che
gratifichi le aziende del settore e le induca ad affidare le lavorazioni
ai formati del progetto. Nella specificità territoriale si colloca come
fase propedeutica all'insediamento produttivo, che potrà essere
cofinanziato con adeguati strumenti. L'Addetto,
all'interno della propria azienda, esegue tutti quei compiti necessari
alla realizzazione della scarpa, quali: >
taglio, effettuato a mano o a macchina, dei pellami o degli altri
materiali per la costruzione della calzatura; >
la preparazione e la regolazione della macchina per tagliare i
materiali di cui è fatta la scarpa; >
orlatura della scarpa mediante utilizzo della macchina orlatrice
(ossia la preparazione e la messa a punto, mediante l'utilizzo di una
macchina orlatrice che rimbocca la pelle della scarpa, di orli); >
la segnalazione dei difetti di funzionamento delle macchine e
esecuzione della piccola manutenzione sulle stesse; >
la segnalazione dei difetti trovati sui pellami e sugli altri
materiali utilizzati per
produrre la scarpa; >
la scarnitura (ossia la ripulitura della scarpa dagli elementi
superflui); >
il rinforzo della calzatura; >
assemblaggio (ossia il montaggio delle parti componenti la
scarpa, quali: tomaia, tacco, suola, ecc.); >
la cucitura e la messa in fodera della calzatura. Lo
stesso opera con un buon livello di autonomia e responsabilità
nell'area produzione dell'impresa. Il suo ambiente di lavoro è
caratterizzato dalla presenza di macchinari ed attrezzature varie
necessarie per lo svolgimento delle diverse fasi di lavorazione della
scarpa. Per
lo svolgimento delle proprie attività lavorative, si trova a dover
utilizzare diversi strumenti di lavoro, quali: >
il coltello da taglio per i pellami; >
i macchinari per il taglio dei pellami o degli altri materiali
con cui è costruita la scarpa; >
la macchina orlatrice; >
attrezzature varie per la ripulitura, il rinforzo e
l'assemblaggio della calzatura; >
la macchina cucitrice. Il
progetto è rivolto a diplomati di scuola media inferiore o drop-out che
intendono coltivare la propria formazione e migliorare la propria qualità
operativa, con l'obiettivo di raggiungere gli alti standars operativi
richiesti dal mercato calzaturiero. I
vantaggi del progetto sono: -
appartenere
ad un gruppo di esperti altamente specializzati -
condividere
le esperienze e gli aggiornamenti tecnici -
avere
un supporto conoscitivo della propria attività -
operare
ad un livello qualitativo superiore Le
competenze/ abilità che si intendono raggiungere sono: -
conoscenza
del settore calzaturiero; -
conoscenza
delle fasi di lavorazione della scarpa; -
conoscenza
dell'anatomia del piede; -
conoscenza
dei materiali utilizzati per realizzare le calzature; -
conoscenza
del linguaggio tecnico in uso nel settore calzaturiero; -
capacità
di utilizzo degli strumenti per la produzione delle scarpe; -
capacità
di eseguire operazioni di taglio del pellame e di altri materiali
utilizzati per costruire le scarpe; -
capacità
di utilizzo della macchina orlatrice; -
saper
rifinire, rinforzare e montare le parti componenti la scarpa; -
saper
cucire e mettere la fodera alla scarpa; -
saper
controllare la qualità del prodotto scarpa; -
saper
essere: precisi ed accurati, in grado di risolvere problemi, capaci di
organizzare e di controllare la propria attività. Gli
obiettivi da raggiungere: -
formare
le nuove leve creando i presupposti per un'evoluzione professionale
sicura; -
divenire
il punto di riferimento per le industrie del settore calzaturiero; -
creare
una solida e preparata categoria in grado di gestire autonomamente la
lavorazione; -
garantire
la possibilità dell'insediamento produttivo (obiettivo finale). Il
programma presentato ha già forma concreta, i contatti con aziende del
settore hanno già dato cenni di disponibilità al programma. Le nuove
leve contribuiranno all'ampliamento degli investimenti futuri e
contemporaneamente potranno svolgere attività di laboratori per uno
sviluppo locale imprenditoriale. La
figura professionale descritta nel progetto può essere scomposta in una
serie di competenze che la caratterizzano e che potrebbero essere
tradotte in obiettivi formativi, le competenze sono l'insieme dei saperi
tecnici, di capacità di azione, capacità di risolvere autonomamente le
situazioni di lavoro non prevedibili e di capacità che rendono
l'individuo in grado di adattare la propria competenza all'evoluzione
del contesto professionale e sociale. >
Competenze di base Riguardano
competenze ritenute fondamentali per lo sviluppo della figura
professionale in particolare sono stati previsti i seguenti moduli: -
Informatica -
Introduzione
al contesto aziendale -
Storia
ed evoluzione del settore
calzaturiero >
Competenze tecnico-professionali Dall'analisi
delle attività operative, che caratterizzano i processi in cui la
figura professionale dovrà operare, emergono le seguenti competenze: -
lettura
dei disegni e dei cicli
produttivi (disegno professionale) -
tecnologia
dei materiali usati ( trasporto del modello sulla pelle o altro
materiale) -
tecniche
di lavorazione (cucitura, scarnitura, placcatura, levigatura,
taglio,…) -
utilizzo,
manutenzione degli attrezzi e delle macchine del settore -
rapporti
interpersonali a monte e a valle e con i livelli di responsabilità -
conoscenza
del contratto di lavoro e principali normative regolanti il rapporto di
lavoro -
igiene
del lavoro, prevenzione, pronto soccorso. >
Competenze trasversali Sono
quelle competenze relative ai comportamenti sul lavoro, patrimonio della
persona, non legate ad un contesto professionale specifico. Si tratta in
particolare di competenze comunicative, relazionali, decisionali, ect.,
essenziali per trasformare il sapere tecnico in una prestazione
lavorativa. Si fornirà, infatti, ai corsisti una preparazione tale da
consentire loro di integrarsi in gruppi di lavoro, di porsi in sintonia
con gli obiettivi aziendali e sociali. In
particolare sono previsti moduli di: -
Team
working -
Problem
solving -
Metodi
di valutazione e scelte. PERCORSO
FORMATIVO di massima (da
definire in fase esecutiva)
Semetri
: 2
Ore: 1200
N. moduli/stage: 21
NUMERO
E CARATTERISTICHE DEI DESTINATARI DEL CORSO
Il
numero dei corsisti previsti è di circa 20 unità per ogni edizione, la
partecipazione al corso è riservata per il 45% alle donne. I corsi
prevedono la frequenza quotidiana obbligatoria, i soggetti attuatori
avranno cura di vigilare affinchè i partecipanti non superino le ore di
assenza consentite (circa il 30% delle ore complessive). I corsi avranno
luogo dal lunedì al giovedì (venerdì) per 6 ore al giorno distribuite
in: Mattina:
dalle ore 9.00 alle 12.00 Pomeriggio:
dalle ore 15.000 alle 18.00
SELEZIONE
Tipologia:
test
psicotecnici attitudinali e colloquio individuale e di gruppo Modalità
di realizzazione:
valutazione test, esame delle esperienze pregresse e dei curricula
lavorativi e scolastici. Tempi:
2 giorni Operatori
impiegati:
esponente della Regione Campania o Provincia, esponente della scuola,
esponente dell'impresa, (altro).
Tipologia:
predisposizione
di piani di studio
personalizzati, (altro). Modalità
di realizzazione:
psicologi e specialisti del lavoro terranno colloqui individuali con
i corsisti al fine di accertare le esigenze, informeranno il
coordinatore del corso che proporrà le variazioni individuali al piano
di studi Tempi:
in
apertura del corso, prima dell'inizio delle lezioni specialistiche;
tuttavia, al termine di ogni modulo, si terranno riunioni di verifica
collegiale, con i corsisti, al fine di stabilire in itinere il loro
grado di soddisfazione e di insoddisfazione nei confronti del percorso
formativo e della qualitàdell'insegnamento e dell'apprendimento. Resta
compito dei tutors d'aula verificare quotidianamente il buon andamento
del rapporto didattico e segnalare eventuali scostamenti delle attese al
coordinatore del corso. Operatori
impiegati:
psicologi e specialisti del Lavoro, tutors d'aula, coordinatore.
ATTIVITA'
PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO
Tipologia:
collegamento
a banche dati, incontri con le aziende del settore favorevoli ad
investimenti sul territorio Modalità
di realizzazione:
si istituisce con le aziende, gli enti, che hanno partecipato
all'azione formativa o si sono comunque dichiarati interessati alla
figura professionale in formazione e con le Associazioni Industriali una
struttura permanente per l'interscambio delle informazioni e per il
placement. Tempi:
Per almeno sei mesi dopo il termine del corso. Operatori
impiegati:
Coordinatore del corso, operatori informagiovani
CONSULENZA
INDIVIDUALE
Tipologia:
colloqui
individuali
Modalità
di realizzazione:
al termine di ogni modulo il coordinatore del corso incontra i
corsisti al fine di stabilire il loro grado di soddisfazione o di
insoddisfazione nei confronti del percorso formativo. Resta compito dei
tutors d'aula verificare il buon andamento del rapporto didattico e
segnalare eventuali scostamenti delle attese. Tempi:
in itere Operatori
impiegati:
Coordinatore del corso, tutors.
SEDE
DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA'
La
sede delle attività in aula e di laboratorio sono da stabilirsi, mentre
le attività di stage saranno svolte presso le
strutture aziendali localizzate sul territorio. L'attività di
stage ha la funzione di grande importanza nella formazione del corsista,
esso rappresenta il primo approccio con il mondo del lavoro, in un
ambiente che sarà analogo a quello in cui opererà. Il
corsista svolgerà il periodo stage in modo attivo, in dipendenza della
propria preparazione, capacità di iniziativa e volontà di capire e
risolvere i problemi; potrà, cioè partecipare allo studio e alla
individuazione di miglioramenti da apportare al prodotto e/o al
processo, fornendo un contributo in certi casi originale e
personale. Le
aule saranno attrezzate con lavagna luminosa e a fogli mobili e sussidi
audiovisivi e informatici, i laboratori saranno attrezzati con
strumenti, attrezzi e macchinari occorrenti per l'esercizio della
professione.
RISORSE
FINANZIARIE
Il
piano finanziario sarà definito nella fase esecutiva, poiché si
ravvisa una criticità nel reperire le attrezzature necessarie alle
esercitazioni pratiche.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||