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> 1.1 > 1.2 > 1.3 > 1.4
> 2.1 > 2.1.1 > 2.1.2 > 2.1.3 > 2.1.4 > 2.1.5 > 2.1.5.1 > 2.1.5.2 > 2.1.5.3 > 2.1.5.4 > 2.2
Capitolo 3 > 3.1 > 3.2
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3 Il finanziamento del PRUSST Calidone
Dunque il PRUSST, proprio perché nasce in una logica comunitaria di Programmazione, è facilmente allocabile in seno al POR per il finanziamento, anche in considerazione della circostanza che si sono già verificate tutte le precondizioni perché ciò avvenga.
3.1 Le precondizioni del finanziamento
Le precondizioni affinché la Regione Campania attivi le procedure di finanziamento del PRUSST sono di seguito elencate, distinguendo quelle strettamente collegate alle procedure del PRUSST da quelle relative allo scenario Programmatorio di riferimento.
Per quanto riguarda le prime, le precondizioni sono le seguenti: - con D.M. 8 ottobre 1998 “Promozione di programmi innovativi in ambito urbano denominati Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio”, pubblicato sulla G.U. del 27 novembre 1998, n. 278, è stato approvato il bando allegato ed avviato il procedimento di elaborazione dei programmi; - con D.M. 28 maggio 1999, pubblicato sulla G.U. del 22 luglio 1999, n. 170, viene modificato e integrato il sopra citato decreto in specie per la disciplina dei termini; - con nota del 25/08/1999, n. 54881 del protocollo generale del Comune di Benevento del 26/08/1999 il soggetto promotore Comune di BENEVENTO ha trasmesso la proposta di “Programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio” denominata “Programma CALIDONE”, acquisita al protocollo del Ministero dei LL.PP. in data 26/08/1999 al n. 1015; - con D.M. 25 ottobre 1999, prot. n. 1469 è stato istituito il Comitato di valutazione e selezione dei programmi ai sensi dell’art. 13 del bando allegato al D.M. 8 ottobre 1998; - con i DD.MM. 13 gennaio 2000, prot. n. 25, 13 gennaio 2000, prot. n. 26 e 21 gennaio 2000, prot. n. 57 sono stato sostituiti, in seno al Comitato di valutazione e selezione dei programmi di cui sopra, rispettivamente i rappresentanti del Ministero dell’ambiente, della regione Friuli Venezia Giulia e del Ministero dell’industria ; - con nota prot. n. 118/SEGR. del 12 aprile 2000, il Presidente del Comitato di valutazione e selezione dei programmi ha trasmesso al Ministro dei Lavori Pubblici gli atti relativi ai lavori del Comitato medesimo; - a seguito delle attività svolte dal Comitato di valutazione e selezione dei programmi di cui sopra, il Ministro dei Lavori Pubblici, con decreto del 19 aprile 2000 n. 591, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13/06/2000 ha approvato la graduatoria e ha individuato i programmi ammessi al finanziamento tra cui anche la proposta; - in data 23 ottobre 2000, ai sensi dell’art. 8 e ss. Del D.M. 8 ottobre 1998, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Ministro dei lavori pubblici, il Presidente della Regione Campania, il Presidente della Provincia di Benevento ed il Sindaco del Comune di Benevento quale soggetto promotore ed Ente capofila del PRUSST denominato “Calidone”; - con detto protocollo d’intesa sono stati convenuti, in particolare: a) i termini previsti per la conclusione dei procedimenti di autorizzazione di opere pubbliche da realizzarsi da parte degli Enti istituzionalmente competenti, ricomprese nei programmi ed indicate nell’allegato A; b) le date di conclusione degli accordi di Programma di cui all’art. 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142 ed indicate nell’allegato B; c) l’organizzazione per la gestione dell’Accordo di Programma quadro indicato con l’allegato C; d) la gestione delle progettazioni delle opere pubbliche esplicitate nell’allegato D; come previsto dall’art. 11 D.M. 8 ottobre 1998, il Ministro dei lavori pubblici entro 12 mesi dalla data di sottoscrizione del protocollo di intesa stipulano l’accordo quadro con i soggetti promotori ed i soggetti proponenti.
Per quanto riguarda le seconde: - in data 04.08.1999 è stato sottoscritto sotto l’egida del Ministero dei Lavori Pubblici il protocollo di intesa tra la Provincia di Benevento e il Comune di Benevento per la predisposizione di un piano di coordinamento provinciale di natura strategica e sperimentale; - il Regolamento (CE) 1260 del 21.06.1999, recante disposizioni generali sui fondi strutturali stabilisce quali principi qualificanti della Programmazione e dell’impiego dei fondi strutturali nel periodo 2000-2006, quelli di Programmazione; di concentrazione; di integrazione; di sussidiarietà e decentramento; di partenariato; di addizionalità e di verificabilità; - il Programma di Sviluppo del Mezzogiorno 2000-2006 assume quale elemento centrale e qualificante della propria strategia quello di pervenire a un sostanziale riequilibrio e ad una integrazione coordinata tra politiche di promozione del sistema produttivo (comprensive degli svantaggi di localizzazione per le imprese che operano nelle aree del Mezzogiorno) e politiche di miglioramento del contesto (infrastrutture, servizi, ricerca e innovazione, ambiente, qualità e disponibilità di risorse umane e culturali) da realizzarsi attraverso:
> la riduzione graduale della quota di risorse destinata agli incentivi e metodi più concorrenziali di accesso ad essi; > la realizzazione di interventi integrati sul contesto in sistemi territoriali omogenei; > la convergenza in questi sistemi di azioni sul contesto e di incentivi mirati e non “a pioggia”; - il Quadro Comunitario di Sostegno Italia Ob. 1 2000-2006 definisce i Progetti Integrati come “complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra loro; che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio e giustificano un approccio attuativo unitario”; - con delibera n. 3479 del 14.06.00 la Giunta Regionale ha definito il testo di Programma Operativo per l’utilizzo dei fondi strutturali nella Regione Campania per il periodo 2000-2006; - a seguito della consultazione interservizi, ai sensi dell’art. 28 del Reg. (CE) 1260 del 21.06.1999, con la decisione C (2000) 2347 del 08.08.2000, la Commissione U.E. ha adottato il Programma Operativo Regionale della Campania 2000-2006, che prevede investimenti per un totale di 17.845 miliardi di lire, dei quali 13.314 miliardi di lire di parte pubblica, così articolati per asse prioritario: > Asse 1 – Risorse Naturali. Investimenti previsti: 4.958 miliardi di lire; > Asse 2 – Risorse Culturali. Investimenti previsti: 1.499 miliardi di lire; > Asse 3 – Risorse Umane. Investimenti previsti: 2.387 miliardi di lire; > Asse 4 – Sviluppo Locale. Investimenti previsti: 5.611 miliardi di lire; > Asse 5 – Città. Investimenti previsti: 805 miliardi di lire; > Asse 6 – Reti e nodi di servizio. Investimenti previsti: 2.509 miliardi di lire; - l’obiettivo generale del POR Campania è determinato nella crescita dell’occupazione, per donne e uomini, da perseguirsi secondo una strategia di sviluppo sostenibile ed equo, di miglioramento della qualità della vita, di un armonico ed equilibrato sviluppo del territorio, accrescendo la competitività regionale nello scenario nazionale, europeo e mediterraneo; - il Por Campania pone al centro della propria strategia di sviluppo sostenibile la necessità di assicurare forte concentrazione agli interventi e di dare grande peso alla Programmazione integrata, per territorio o filiera, in modo da collocare una massa critica di risorse sulle potenzialità individuate, dando piena espressione alla domanda di sviluppo delle collettività locali ed alla concertazione socio-istituzionale; - la regione Campania attribuisce un ruolo di rilievo alle Province in termini di coordinamento ed accompagnamento delle azioni da svolgersi nell’ambito del POR, ed in particolare dei progetti integrati, cui lo stesso POR attribuisce grande importanza, tanto da destinare loro indicativamente il 40% delle risorse disponibili; - in data 15.11.00 la G.R. in ossequio a quanto previsto dal Regolamento (CE) 1260/99, ha adottato il Complemento di Programmazione del POR Campania 2000-2006 che è stato confermato dal Comitato di Sorveglianza del POR Campania 2000-2006 nella seduta del 16.11.00; - il Complemento di Programmazione conferma l’obiettivo di dedicare ai PI almeno il 40% delle risorse finanziarie assegnate al POR da quantificare ed articolare per misura in relazione all’avanzamento dei processi di identificazione-costruzione dei PI; - il Complemento di Programmazione prevede che “L’individuazione degli ambiti specifici in cui realizzare un Pi sarà compiuta, attraverso la concertazione tra le istituzioni coinvolte, nazionali e regionali, e sulla base delle procedure per ciascun asse, con atti della Giunta Regionale e che tale procedura terrà conto della progettualità esistente coerente con gli ambiti di riferimento indicati con il POR (PRUSST, Studi di fattibilità, PRU, URBAN2, etc.); - il CdP, al paragrafo 1.G.3.5 lettera B, ha previsto che nel quadro del processo di concertazione, la Regione realizza con le Province le più opportune intese per l’individuazione e la promozione dei PI. Entro sessanta giorni dall’approvazione del CdP verrà formalizzato un protocollo quadro tra Regione e Province. All’interno di tale protocollo verranno assunte le progettazioni dei PRUSST coerenti con il POR e il CdP (coerenza con le azioni, misure, linee d’intervento, condizioni di at-tuazione, ecc.) comprensive delle operazioni riferibili ad interventi sovracomunali e già sottoscritte dalla Regione oltreché dalle stesse Province. - la Provincia di Benevento con deliberazione consiliare ha approvato la proposta di Accordo Quadro in seguito all’approvazione della cabina di Regia, alla concertazione istituzionale con i Comuni della provincia e del partenariato sociale locale, che propone di partire dal PRUSST Calidone, inteso come core program, per implementare più Progetti Integrati che si interrelano in sistema in un unico Programma integrato territoriale di Sviluppo denominato “Sistema Sannio”, e che nella “composizione del tavolo di concertazione per la costruzione del PI” sotto il punto c) contenuto generale per ciascuna priorità di intervento del DISPOSITIVO, prevede che per il tavolo di concertazione per il PRUSST Calidone si fa riferimento al Protocollo di Intesa sottoscritto il 23.10.00; - in tale proposta si individuano gli Assi I, II, III, IV e VI, e in particolare le misure 1.2, 1.5, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 2.1, 2.2, 3.2, 3.16, 4.1, 4.2, 4.4, 4.5, 4.6, 4.8, 4.13, 4.14, 4.20, 6.1, e 6.2 per l’attuazione degli interventi previsti dal PRUSST Calidone (contraddistinto dai seguenti elementi caratterizzanti: promotori n. 37 comuni, proponenti n. 458 privati; mentre per le ulteriori adesioni, promotori n. 31 comuni, proponenti n. 447 privati) e si individuano, altresì, gli strumenti a supporto: a) gli interventi a titolarità provinciale, già oggetto di un protocollo d’intesa tra Provincia di Benevento e Comune di Benevento, nella qualità di Ente capofila del PRUSST Calidone, quali: 1) strada di collegamento ASI Benevento (ponte Valentino) ASI S. Bartolomeo in Galdo (misura 6.1 del CdP); 2) Aviopista nel Comune di Benevento, località Olivola, a supporto delle attività produttive, della protezione civile e della sanità pubblica (misura 6.1 del CdP); 3) Ente fiera in Benevento (misura 4.2 del CdP); b) il protocollo aggiuntivo al patto territoriale di Benevento per l’attuazione degli interventi pubblici e privati quali 1) le infrastrutture del PIP di Benevento per la località Roseto (misura 4.1 del CdP); 2) il terminal bus (misura 4.1 del CdP); 3) gli interventi privati dell’area di patto territoriale di Benevento e ricadenti nei Comuni di Apice, Benevento, Montesarchio e Paduli (misura 4.2 del CdP); c) contratto di Programma relativo alla filiera delle materie prime seconde per gli interventi privati previsti nel PRUSST Calidone ed integrati dallo studio di fattibilità promosso dal Comune di Benevento, quale Ente capofila, il Consorzio BN1, l’Azienda Speciale di Igiene Ambientale, la Beneventana Servizi Spa ed altri soggetti privati (misure 4.2, 1.7 ed 1.8 del CdP); 2) interventi privati ricompresi nel PRUSST, ad esclusione di quelli ricadenti nell’area del patto territoriale, (misura 4.2 del CdP).
3.2 La richiesta di attivazione delle procedure di finanziamento
Dopo aver dimostrato l’esistenza delle precondizioni necessarie e la coerenza della scelta del finanziamento con il principale strumento di spesa rappresentato dal POR Campania 2000-2006 e dal Complemento di Programmazione, al fine di pervenire all’accordo quadro, di cui all’art. 11 del DM 1169/98, con la costruzione di un quadro di fonti finanziarie già concordato e condiviso, si chiede alla Regione Campania di attivare le procedure di finanziamento del PRUSST Calidone a valere sulle risorse previste dal POR e da altri strumenti e inoltre si chiede l’attivazione di un tavolo tecnico, per la risoluzione di problematiche specifiche nell’attivazione delle procedure di finanziamento, tra gruppo di lavoro del PRUSST Calidone e Task Force del POR Campania. Per tale finalità, dopo aver verificato la compatibilità o meno con le misure integrabili e monosettoriali del POR, nell’allegato A s’individua già il finanziamento dettagliato per i singoli interventi facenti parte del Programma, sia del primo che del secondo gruppo.
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