Indice

  

Introduzione

 

Capitolo 1

> 1.1

> 1.2

> 1.3

> 1.4

  

Capitolo 2

> 2.1

> 2.1.1

> 2.1.2

> 2.1.3

> 2.1.4

> 2.1.5

> 2.1.5.1

> 2.1.5.2

> 2.1.5.3

> 2.1.5.4

> 2.2

  

Capitolo 3

> 3.1

> 3.2

    

  

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L’implementazione del PRUSST Calidone

    

   

1.1  Le direttrici del Ministero dei Lavori Pubblici

   

Il Programma Calidone nasce come risposta di un comprensorio di 68 comuni, ricadenti nella provincia di Benevento, al bando allegato al DM 1169/98 del Ministero dei Lavori Pubblici.

Il Ministero ha previsto l’implementazione dei PRUSST con l’obiettivo di avviare una sperimentazione sulle azioni amministrative e sui moduli operativi più efficaci per attivare i finanziamenti per gli interventi nelle aree urbane previsti nel nuovo quadro comunitario di sostegno. La sperimentazione di tali programmi deve essere attuata con la partecipazione della Commissione dell’Unione Europea, della BEI, delle Regioni, dei soggetti promotori dei programmi prescelti, del Ministero dei lavori pubblici, del Dipartimento per le aree urbane della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del tesoro, del bilancio e della Programmazione economica e dell’Anas.

Il PRUSST si presenta come uno strumento di Programmazione del territorio e anche di spesa dei fondi strutturali. Infatti, gli elementi che il decreto prende in considerazione sono:

  •  l’art.52 del D.L.vo 31 marzo 1998, n.112 sul conferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n.59 che definisce tra i compiti di rilievo nazionale la "identificazione delle linee fondamentali dell’assetto del territorio nazionale con riferimento ai valori naturali e ambientali, alla difesa del suolo e all’articolazione territoriale delle reti infrastrutturali e delle opere di competenza statale, nonché al sistema delle città e delle aree metropolitane, anche ai fini dello sviluppo del Mezzogiorno e delle aree depresse del paese";

  • l’art.54 del medesimo D.L.vo che tra le funzioni mantenute allo Stato individua la "promozione di programmi innovativi in ambito urbano che implichino un intervento coordinato da parte di diverse amministrazioni dello Stato, d’intesa con la conferenza unificata";

  • l’art.2, comma 203 della legge 23 dicembre 1996, n.662, recante misure di razionalizzazione della finanza pubblica che individua una pluralità di strumenti di concertazione per la realizzazione di "interventi che coinvolgono una molteplicità di soggetti pubblici e privati ed implicano decisioni istituzionali e risorse finanziarie a carico delle amministrazioni statali, regionali e delle province autonome nonché degli enti locali";

  • il documento della Commissione dell’Unione Europea denominato "Agenda 2000";

  • le proposte di regolamento del Consiglio dell’Unione Europea recanti disposizioni sui fondi strutturali - COM(1998)131def. Del 18 marzo 1998 - nelle quali vengono prese in considerazione le problematiche e gli interventi nelle aree urbane dell’obiettivo 2 e nelle regioni dell’obiettivo 1, nonché nelle zone dell’obiettivo 3;

  • il primo progetto ufficiale dello "Schema di sviluppo dello spazio comunitario", elaborato dal Comitato di sviluppo spaziale, nella quale sono definiti gli orientamenti in materia di sviluppo armonioso ed equilibrato del territorio comunitario e d’integrazione degli obiettivi di coesione socio-economica, di competitività e di sviluppo sostenibile.

Questi elementi calati nella realtà sannita hanno sviluppato il Programma Calidone.

   

  

1.2  Le tappe della costruzione del PRUSST Calidone

   

Il Programma, sia nella sua organizzazione gestionale sia in quella d’individuazione degli interventi, è il risultato di un processo continuo di sperimentazione di nuovi moduli d’integrazione e di raccordo tra soggetti pubblici e soggetti privati, al fine di un utilizzo efficace ed efficiente delle risorse in un’ottica di sviluppo sostenibile.

La sperimentazione è stata condotta in senso orizzontale (collaborazione fra Comuni e Comuni), in senso verticale (collaborazione fra Comuni, Provincia, Regione, Stato) e tra Enti pubblici e soggetti privati.

Evidenziamo le tappe salienti percorse che hanno portato alla predisposizione del Programma PRUSST Calidone.

Come punto di avvio si può considerare il protocollo d’intesa per il “recupero socio economico ed ambientale dei centri urbani e valorizzazione dei corsi d’acqua di Benevento e dei paesi limitrofi” sottoscritto il 03.07.1998 ai sensi dell'art. 14 della legge 7 agosto 1990 n. 241, e che ha impegnato i Comuni di Benevento, Apice, Buonalbergo, Castelpoto, Foglianise, Fragneto Monforte, Paduli, Pesco Sannita, Pietrelcina, S. Angelo a Cupolo, S. Giorgio del Sannio, S. Leucio del Sannio, S. Nicola Manfredi e Torrecuso alla individuazione di una comune politica di promozione e valorizzazione dei propri territori attraverso azioni coordinate e finalizzate al recupero dei giacimenti culturali ed ambientali.

Gli obiettivi posti con la sottoscrizione del protocollo sono stati i seguenti:

  • restauro di edifici a valenza storico/artistica nell'ambito dei centro storici;

  • interventi finalizzati al recupero ed al potenziamento delle infrastrutture all'interno dei centri  storici;

  • recupero di spazi da adibire a verde pubblico;

  • rivalutazione ambientale di aree dismesse (cave, discariche, ecc.);

  • recupero delle sponde fluviali dei tratti cittadini dei fiumi sabato e calore; 

  • recupero di aree e strutture produttive dismesse;

  • promozione delle attività economiche (trasferimento di tecnologie, consulenza, ecc.);

  • istituzione di servizi sociali;

  • prevenzione della microcriminalità legata anche a fenomeni di tossicodipendenza.

Inoltre, è stato previsto l'impegno alla costituzione di un nucleo operativo tecnico-amministrativo con l'incarico di predisporre un piano d’azione comune finalizzato alla redazione di un progetto unitario.

Gli obiettivi perseguiti dal progetto unitario sono così sintetizzabili:

  1. avvio e/o completamento del processo di recupero ambientale, urbanistico e funzionale dei centri  - storici e delle aree degradate;

  2. potenziamento delle strutture produttive mediante il trasferimento di processi tecnologici innovativi ad alto rapporto qualità/prezzo;

  3. miglioramento durevole delle condizioni ambientali ed infrastrutturali.

Sede operativa del gruppo di lavoro è stata individuata negli Uffici del Settore Sviluppo Economico del Comune di Benevento. Il gruppo di lavoro, pertanto, ha elaborato uno studio socio economico del territorio e formulato una proposta di sviluppo sostenibile sulla scorta di alcuni documenti e regolamenti.

La proposta è stata ulteriormente implementata in occasione del bando pubblico dei programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio (D.M. 8 ottobre 1998).

In data 12.03.1998 l'assemblea dei Sindaci, promotori del protocollo d'intesa, hanno accolto le domande di adesione dei Comuni di Fragneto l'Abate, Vitulano, Calvi, Apollosa, Ponte, S. Nazzaro, S. Martino Sannita, Campoli di Monte Taburno, Cautano, Tocco Caudio, Pago Veiano, Casalduni, Colle Sannita, S. Bartolomeo in Galdo, Baselice e S. Marco dei Cavoti. In tale circostanza aderivano il Consorzio ASI, la Confederazione Nazionale dell'Artigianato, L'A.M.T.U., l'A.S.I.A., l'Unione degli Indistriali e la Società patto territoriale di Benevento.

Sempre in data 12.03.1998 sono state approvate le linee guida del Programma ed i bandi pubblici relativi agli interventi dei privati e degli istituti di credito. Sono state definite, altresì, le competenze di rappresentanza per la sottoscrizione dei protocolli d'intesa.

La valutazione delle proposte dei privati è avvenuta sulla base di una istruttoria tecnico-amministrativa da parte degli Uffici Tecnici delle singole amministrazioni, nonché di una valutazione sulla coerenza con le linee guida del Programma effettuata dal gruppo di lavoro. Quest'ultima parte ha visto partecipi il responsabile dell'istruttoria ed il Sindaco del Comune in cui ricadeva l'intervento proposto.

Tutti gli interventi, pubblici e privati, sono stati inseriti in una banca dati per le opportune analisi quantitative e qualitative.

Individuati gli interventi privati coerenti con le linee guida del Programma, sottoscritti i protocolli d'intesa, depositate le referenze bancarie e le polizze fidejussorie a garanzia, ogni Comune ha provveduto all'approvazione, con deliberazione del Consiglio Comunale, di tutte le opere pubbliche e private inserite nel Programma ed al rigetto di quelle ritenute non ammissibili nella fase di istruttoria e di valutazione.

Con la stessa delibera di Consiglio Comunale si è proceduto all’approvazione dei protocolli sottoscritti ed all'inserimento delle opere pubbliche nel piano triennale.

L'assemblea dei Sindaci del 22.08.1999 ha approvato l'intero Programma ed ha affidato i poteri di rappresentanza e di firma al Sindaco del Comune Capoluogo. Sono state, altresì, accolte le domande di adesione dei Comuni di Castelvenere, Castelfranco in Miscano, Pontelandolfo, Solopaca, S. Salvatore Telesino, S. Lorenzello, S. Agata dei Goti, Airola, Moiano, Guardia Sanframondi, S. Lorenzo Maggiore, Circello, Ceppaloni, Paupisi, Telese Terme, S. Croce del Sannio, Pietraroja, Pannarano, Ginestra degli Schiavoni, Limatola, Castelpagano, Cerreto Sannita, Morcone, Cusano Mutri, Faicchio, Sassinoro, Amorosi, S. Lupo, Campolattaro, Castelvetere in Valfortore e Frasso Telesino.

Nell'ambito della concertazione istituzionale e per la strategicità degli interventi pubblici sovracomunali, assume fondamentale importanza il protocollo d'intesa sottoscritto tra l'Amministrazione Provinciale di Benevento ed il Comune di Benevento, nella qualità di Ente capofila, in data 04.08.1999. Con tale protocollo gli Enti si sono impegnati ad avviare un processo di concertazione amministrativa finalizzata alla riorganizzazione della strategia di pianificazione d'area vasta, anche in funzione di una migliore utilizzazione e promozione di programmi diretti al reperimento di risorse da destinare alla riqualificazione urbana ed ambientale nonché alla realizzazione delle opere di supporto allo sviluppo sostenibile. E’ stata, poi, istituita la Cabina di Regia provinciale.

In data 26.08.1999 il Programma PRUSST - Calidone è stato consegnato al Ministero dei LL.PP. ed alla Regione Campania.

In data 27.01.2000 l'Assemblea dei Sindaci ha approvato un "project work" con la finalità di rafforzare l’assetto organizzativo alla struttura operativa e ciò in funzione della istituita Cabina di Regia provinciale. Di conseguenza con l’attuazione del piano di lavoro è stata avviata l'implementazione della banca dati, regolata l'attività di sportello per l'assistenza agli Enti ed ai privati, impostato il sistema di monitoraggio degli interventi, definite le modalità per l'esercizio dei poteri sostitutivi. è stato, infine, approvato lo schema di bando pubblico per i privati per quei Comuni che avevano aderito il 22.08.1999.

    

  

1.3   L’approvazione del PRUSST Calidone

In data 19.04.2000, con Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici, pubblicato sulla G.U. del 13.06.2000 n. 34, è stata approvata la graduatoria dei PRUSST ed il Programma Calidone si è posizionato utilmente al 7° posto della graduatoria assoluta e al 3° posto dell'allegato B della graduatoria, con un punteggio pari a 86.77

In particolare la “composizione” del punteggio è stata così determinata:

 

  Tab. 1

 

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Click per visualizzare  Tab. 3

 

Dunque, il Programma ha superato la valutazione così come prevista dal decreto e quindi è meritevole di finanziamento.

   

  

1.4   L’avvio del PRUSST Calidone

Lo sviluppo del Programma è iniziato con la predisposizione del Documento n. 1 "Linee di intervento per l'infrastrutturazione dei Pip ed insediamenti produttivi", che è stato portato a condivisione concertata con le parti sociali e quindi all’approvazione dell'Assemblea dei Sindaci, in data 05.06.2000. Sulla scorta di tale documento la Regione Campania ha incluso una vasta area del territorio del PRUSST Calidone nella riserva di destinazione dei fondi da assegnare con l'8° bando della legge 488/92.

Contestualmente è stato attivato un parallelo tavolo di concertazione con le associazioni di categoria, il Provveditorato agli Studi di Benevento, l'Ufficio provinciale del lavoro, l'Università degli Studi del Sannio e l'Istituto G. Tagliacarne finalizzato alla redazione di un documento sulla formazione professionale finalizzato al recupero dello scollamento tra domanda e offerta di lavoro (Documento n. 2).

In data 27 e 28 giugno 2000, in occasione del 3° Forum sullo sviluppo locale è stata avanzata la proposta di finanziare il PRUSST Calidone mediante la modalità operativa di spesa dei fondi del POR Campania 2000-2006 rappresentata dai PIT; in data 6 settembre 2000 la Regione Campania  ha convocato tutti i comuni aderenti al PRUSST Calidone confermando tale possibilità e accettando la proposta.

In data 23 ottobre 2000 è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa per il finanziamento degli studi di fattibilità e delle progettazioni relativi agli interventi individuati in seno al PRUSST Calidone, per un importo complessivo di Lit. 2.886.811.000. (£ 1.886.811.000 per le progettazioni delle opere pubbliche e £ 1.000.000.000 per l’assistenza tecnica erogata secondo le modalità indicate nell’Allegato C al Protocollo di Intesa).

Di recente alcuni Comuni aderenti al Programma hanno attivato il fondo di rotazione, con la Cassa DD.PP. divisione IX Servizio PRUSST, per un importo complessivo di circa Lit. 5.000.000.000 per il potenziamento dei progetti definitivi/esecutivi delle opere pubbliche.

  

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