Indice

  

Premessa

  

Capitolo 1

  

Capitolo 2

> 2.1

> 2.2

> 2.3

> 2.4

> 2.5

>> 2.5.1

>> 2.5.2

>> 2.5.3

  

Appendici

  

  

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2. La valutazione in itinere

 

Dopo una anno dalla predisposizione delle Linee di  intervento per l’infrastrutturazione di PIP ed insediamenti produttivi è di fondamentale importanza un’azione di monitoraggio.

La valutazione di un programma complesso normalmente si esplica in tre diverse fasi:

  • la valutazione ex ante (condotta nella fase di predisposizione di un programma e ripetuta nella fase di avvio);

  • valutazione in itinere (condotta in fase di realizzazione);

  • valutazione ex post (al termine del programma).

Per il PRUSST Calidone, ed in particolare per il Documento n. 1 di Sviluppo, al fine di evidenziare l’evoluzione verificatasi nei dati relativi alla situazione fotografata a marzo 2000, è stata predisposta la seguente valutazione con la verifica sugli indicatori di impatto (indicatori fisici e qualitativi) quelli finanziari  e quelli procedurali.

Si è proceduto seguendo gli stessi steps di costruzione del Documento n. 1.

E’ stato individuato per i diversi Comuni del Comprensorio il sistema dei vincoli esistenti sul territorio; è stata poi valutata la spinta derivante dalla domanda di insediamenti, al fine di giungere, tramite la sovrapposizione delle diverse griglie ottenute, alla determinazione delle opportunità e dei rischi che il territorio esprime sotto la pressione della crescita economica.

La verifica su tali variabili è necessaria per individuare gli scostamenti dovuti all’evoluzione stessa del territorio e quindi per determinare quei correttivi da applicare alla politica di intervento al fine di garantire la maggiore efficacia ed efficienza del programma stesso.

  

   

   

2.1 Verifica sull’adozione e sull’approvazione degli strumenti urbanistici  

 

Il confronto tra i dati rilevati a marzo 2000 e quelli risultanti ad oggi, febbraio 2001,fa registrare che 6 nuovi Comuni hanno adottato il PIP, mentre uno ha provveduto alla sua approvazione. Il saldo ha prodotto un incremento da 10 a 15 PIP adottati. Quelli approvati salgono invece da 34 a 35.(figg. 1-2)

Va poi evidenziato che 4 Comuni hanno definito, se pur con modalità diverse, i vincoli ricadenti sulle aree industriali.

 

 

    

2.2 Verifica sul livello di infrastrutturazione delle zone di insediamento produttivo

  

La superficie totale dei PIP mostra un incremento di 1.208.614 mq (da 13.485.587 mq a 14.754.211 mq) pari allo 0,9 %. Tale circostanza è dovuta ad ampliamenti  del perimetro dei PIP da parte di alcuni Comuni, mentre in altri casi è stato rettificato il dato iniziale.

Il costo complessivo per l’infrastrutturazione delle aree è passato da 401.496 ml a 462.250 ml.

Dei 462.250 ml, 108.985 ml sono già stati sostenuti, mentre ulteriori 161.323 ml possono essere coperti dai finanziamenti previsti nella Delibera G.R. n° 7516 del 30/12/2000.

Dunque, la parte che necessiterebbe di un’ulteriore copertura finanziaria ammonta a 191.942 ml.

Scendendo ancor più nel dettaglio:

- dei 14.754.211 metri quadrati di superficie totale risultano infrastrutturati 3.556.799 mq, (24 % del totale), mentre i restanti mq. 11.197.412 ( 76% ) sono ancora da infrastrutturale [si veda la fig. n. 3]; occorre, inoltre,  considerare che le aree già infrastrutturate il più delle volte necessitano di ulteriori miglioramenti.

- la superficie di lotti assegnati risulta essere circa il 51% del totale [figg. n 4 e 5], la quale, confrontata con la percentuale della superficie già infrastrutturata, pari a circa il 24% del totale, dimostra in modo evidente che, ragionando in termini di medie,  l’area non può essere al momento sfruttata da aziende che hanno già ottenuto l’assegnazione, e che sono quindi pronte ad insediarsi non appena raggiunte soglie minime di infrastrutturazione.

Inoltre, se consideriamo l’infrastrutturazione dei PIP non in termini di superficie ma in termini di costo, rileviamo che solo il 23% del costo totale previsto per il completo funzionamento delle aree è già stato sostenuto.

Per una valutazione particolareggiata per i diversi Comuni si vedano le figure 6 e 7.
 

 

Clicca per visualizzare fig. 1 - Situazione PIP e PRG - marzo 2000

 

Clicca per visualizzare fig. 2 - Situazione PIP e PRG - Verifica n. 1 in itinere – febbraio 2001

 

Clicca per visualizzare fig. 3 - Superficie infrastrutturata - marzo 2000 - febbraio 2001

 

Clicca per visualizzare fig. 4 - Grado di assegnazione dei lotti. Valori percentuali. Marzo 2000 - febbraio 2001

 

Clicca per visualizzare fig. 5 - Grado di assegnazione dei lotti.Valori assoluti. Marzo 2000 - feb 2001

 

Clicca per visualizzare fig. 6 - Grado di infrastrutturazione dei PIP in termini di costo - mar 2000

 

Clicca per visualizzare fig. 7 - Grado di infrastrutturazione dei PIP in termini di costo - verifica n. 1 in itin. - 02/ 2001

 

 

  

   

2.3 Verifica sulla domanda di insediamenti produttivi

 

Il grado di infrastrutturazione dei PIP del comprensorio, analizzato nel paragrafo precedente, rappresenta un primo elemento per poter valutare la capacità di assorbimento che il territorio ha nei confronti delle pressioni derivanti dalle richieste di insediamento produttivo.

L’elemento che sarà valutato in questo paragrafo è invece il lato della domanda di aree di insediamento industriale. E’ quantificata la pressione complessiva [1] sulle aree dei PIP attraverso i dati, forniti dai Comuni, riguardanti le aziende che si sono già insediate (hanno almeno acquisito i lotti o hanno ottenuto concessione edilizia), quelle che hanno ottenuto l’assegnazione dei lotti, senza però aver iniziato l’iter burocratico per la costruzione degli stabilimenti, e quelle che hanno espresso formalmente richiesta di lotti.

I dati censiti relativi alle aziende già insediate o che hanno interesse ad insediarsi nelle aree industriali del comprensorio testimoniano di 872 aziende, che nel dettaglio si articolano in:

- 296 aziende già insediate e nella maggior parte dei casi operanti;

- 222 aziende che hanno avuto il lotto assegnato in area PIP, ma che non hanno iniziato l’iter amministrativo per la costruzione degli stabilimenti (acquisizione dei suoli o richiesta di concessione edilizia);

- 354 aziende che hanno fatto richiesta di lotti in area industriale ma che non hanno ancora avuto l’assegnazione per motivi di saturazione del PIP o per la mancata definizione delle procedure di assegnazione.

[1] In termini di aziende che hanno avuto assegnazione di lotti, aziende che si sono già insediate e aziende che hanno manifestato solo l’intenzione di acquisire lotti.

 

La seguente Tabella 1  indica per ogni Comune la situazione delle aziende.

 

Clicca per visualizzare tab. 1 - Situazione per Comune delle aziende

In sintesi, il confronto con quanto censito nel Documento n. 1 indica che la pressione complessiva su tali aree si attesta a 872 aziende contro le 618 di marzo 2000. Scomponendo il dato si evidenzia però che quelle effettivamente insediate subiscono una contrazione di 11 unità, passando da 307 a 296, mentre le aziende che hanno manifestato un interesse ad insediarsi risultano accresciute da 311 a 576 di cui 222 con lotto assegnato e 354 che ne hanno fatto richiesta.

Per quanto concerne le aziende che intendevano ottenere l’assegnazione del lotto per partecipare al bando ex lege 488/92, delle 185 che avevano manifestato tale volontà solo 92 hanno presentato effettivamente la domanda.

Riguardo alla contrazione delle aziende già insediate, il dato finale sintetizza una realtà in cui si sono verificati significativi cambiamenti  nell’ambito dei singoli Comuni. Le variazioni negative di maggior peso  hanno interessato i Comuni di Ponte (-21), S. Giorgio del Sannio (-16), Paupisi e S. Salvatore Telesino (-8). Incrementi di un certo rilievo sono stati invece rilevati a Montesarchio (+8), Amorosi e Ceppaloni (+6), Sassinoro (+5), Airola e Pontelandolfo (+4).

Delle 872 aziende che gravitano sulle aree industriali del comprensorio 92 hanno fatto richiesta di finanziamento ai sensi della legge 488/92.

La valutazione delle domande di finanziamento presentate è in fase finale: entro il prossimo mese di marzo 2001 saranno pubblicate le graduatorie definitive con le aziende ammesse a finanziamento, le aziende in graduatoria ma non finanziate per esaurimento fondi e aziende non ammesse a finanziamento.

L’uscita delle graduatorie comporterà l’ulteriore selezione delle aziende che hanno programmato l’insediamento e che sicuramente hanno già almeno acquisito il lotto: potremo implementare l’attuale documento con il numero esatto delle aziende che s’insedieranno e la tempistica con la quale lo faranno.

Un’ulteriore considerazione bisogna farla per le 354 aziende che hanno formalmente fatto richiesta di lotti.

Le richieste riguardano soprattutto due tipi di aree:

- aree che non sono ancora infrastrutturate ma le cui Amministrazioni competenti hanno programmato l’infrastrutturazione; in molti casi queste aree hanno avuto il finanziamento con la delibera di Giunta Regionale n° 7516 del 30 dicembre 2000;

- aree industriali sature di Comuni che conseguentemente ne hanno previsto l’ampliamento.

 

    

    

2.4 Impatto dell’attuazione della delibera G.R. n° 7516 del 30.12.00

 

Assume una fondamentale importanza per una valutazione prospettica del grado di infrastrutturazione delle zone di insediamento produttivo considerare l’impatto che presumibilmente s’innescherà con l’attuazione della delibera della G.R. n° 7516 del 30.12.00.

Infatti, il gap infrastrutturale dei PIP in termini di superficie ammonta a 11.137.412 mq che vanno attrezzati al fine di giungere alla piena funzionalità di tutte le aree industriali presenti nel comprensorio.

Il gap infrastrutturale, nell’ipotesi in cui tutti i Comuni beneficiari intendano usufruire del finanziamento ottenuto con la delibera per realizzare le opere previste, si ridurrebbe a mq 5.972.436 poiché la superficie complessivamente infrastrutturata si attesta sui 8.821.775 mq (pari a circa il 60 % della superficie totale).

Per un impatto visivo del grado d’infrastrutturazione dei PIP in termini di costo suddiviso per i diversi Comuni si veda la Figura 8 .

D’altronde, occorre considerare che la quota in capo ai Comuni per i finanziamenti previsti da tale delibera potrebbe rappresentare una criticità nella realizzazione del programma d’investimento e ciò in ragione della capacità d’indebitamento dei Comuni.

 

Clicca per visualizzare fig. 8 - Grado d’infrastrutturazione dei PIP in termini di costo

 

   

     

2.5 Risultati della valutazione 

 

Nel corso di un anno sono intervenuti nuovi elementi che hanno un’importante ricaduta sul modello territoriale individuato nel Documento n.1, quindi dopo aver effettuato su questi nuovi elementi le dovute valutazioni, sono state applicate alla funzione di gerarchizzazione del territorio le variazioni registrate per addivenire ad una valutazione complessiva e, quindi, determinare gli opportuni correttivi sulle politiche di intervento.

Uno degli elementi più importanti per il quale si propone una valutazione separata è la G.R. 7516 del 30.12.00.

 

   

     

2.5.1 Valutazione sulla delibera G.R. 7516 del 30.12.00

 

La delibera di Giunta Regionale n° 7516 del 30/12/2000 stabilisce il concorso nelle rate di ammortamento dei mutui ventennali contratti dai Comuni per l'acquisizione e l'infrastrutturazione delle Aree per insediamenti produttivi.

L'emissione del provvedimento formale di concessione, con decreto del Dirigente del Settore Sviluppo e Promozione Attività Industriali, è subordinato alla trasmissione all'Assessorato regionale alle Attività Produttive della deliberazione comunale di approvazione del progetto esecutivo stesso, nonché alla trasmissione dell'atto di adesione dell'Ente mutuante prescelto dal soggetto attuatore entro e non oltre 180 giorni dalla comunicazione dell'avvenuta destinazione del finanziamento, pena la revoca dell'assegnazione e l'attribuzione delle risorse, con decreto dirigenziale, ad altro comune che ne ha fatto richiesta e/o al completamento del finanziamento di progetti cantierabili ed esecutivi. La procedura implica, quindi, l’accollo della quota parte del mutuo da contrarre.

La riepilogativa delle quote, con tasso stimato al 5,75%, evidenzia il peso finanziario che graverà sui Comuni.

L’art. 46 del D.Lgs n° 77/1995 stabilisce che l’ente locale può deliberare nuovi mutui solo se l’importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti ed a quello derivante dalle garanzie prestate ai sensi dell’art. 49 (fidejussioni) non supera il limite del 25% dell’importo dei primi tre titoli del rendiconto. Partendo dalla disposizione  legislativa si è ritenuto opportuno svolgere un’indagine sulla capacità dei Comuni assegnatari del finanziamento a contrarre i mutui. I risultati, escluso pochissime eccezioni, sono di totale indisponibilità dei fondi necessari.

Comunque, un’ulteriore agevolazione per quei comuni che intendono avvalersi di tale finanziamento può derivare dalla convenzione della Cassa DD.PP. con il M.LL.PP. per l’attuazione dei PRUSST, ed attualmente è in corso di valutazione presso il Consiglio di Amministrazione della Cassa DD.PP., una proposta di riduzione del tasso di interesse (in ragione di 15-20 centesimi per punto) per gli interventi pubblici ricadenti nel PRUSST.

Tale opportunità può essere colta dai Comuni di Calvi, Colle Sannita, Foiano Valfortore, Montesarchio, Pietrelcina, San Giorgio del Sannio, San Marco de’ Cavori, San Martino Sannita.

Altra opportunità viene data dall’eventuale accoglimento, da parte della Regione Campania, della proposta, avanzata dal Comune di Sassinoro, di fare ricorso all’art. 1 comma 2 della LR19/96.Nella fattispecie sarà possibile realizzare le opere di infrastrutturazione delle aree PIP in ragione del 60% circa dell’intero importo.

Laddove si dovesse verificare la necessità di dover completare le infrastrutture, potrà farsi ricorso ai finanziamenti della misura 4.1 del CdiP .

 

Clicca per visualizzare tab. 2 - Delibera G.R. 7516 del 30.12.00

 

 

     

    

2.5.2 Linee di intervento per l’infrastrutturazione delle aree di insediamento produttivo

 

Confrontando i dati relativi alla strategicità delle aree d’insediamento e quelli concernenti i finanziamenti stanziati con delibera G.R. n° 7516, si evidenzia che non sempre si riscontra la corrispondenza con le esigenze espresse dalla funzione di strategicità, in particolare non collimano i bisogni espressi dai privati e i finanziamenti erogati.

Facendo una valutazione singolare, un primo caso è quello relativo a Benevento dove la pressione complessiva raggiunge il numero di 88 aziende, la quota di finanziamenti necessari  per il completamento delle infrastrutture si attesta a circa il 63%, ma il Comune non è destinatario di alcuna somma; altri casi rilevanti sono Morcone (31 aziende e 62% di costi di completamento), Torrecuso (44 aziende e 60% di costo), San Bartolomeo (18 aziende e 86% di costo) e Santa Croce del Sannio (15 aziende e 87,3% di costo).

Un’agevole lettura grafica di ciò che è avvenuto viene proposto dallo Scatter-plot, che mette in relazione l’indice di strategicità ed il grado di infrastrutturazione delle aree.

Si riportano la Figura 9 - Scatter "Strategicità - Infrastrutturazione" (situazione marzo 2000) , la Figura 10 - Scatter "Strategicità - Infrastrutturazione" (situazione febbraio 2001) e la Figura 11 - Scatter "Strategicità - infrastrutturazione" prospettico rispetto alla delibera G.R. 7516 del 30.12.00 (per alcuni comuni non è stata individuata l’etichetta per esigenze di comprensibilità grafica, poiché ciò che è importante considerare, più che il singolo comune, è il modello), al fine di valutare l’evoluzione temporale delle due variabili: infrastrutturazione e strategicità.

L’indice di strategità prende in considerazione le seguenti variabili:

  • logistica, ( localizzazione geografica sulle principali direttrici viarie e ferroviarie);

  • sicurezza (vincoli principali incidenti sul territorio);

  • infrastrutturazione esistente (rapporto tra somme già investite e costo totale previsto per la realizzazione delle opere;

  • domanda/offerta (rapporto tra la domanda di nuovo insediamento e offerta di aree);

  • sistemi territoriali (attrattività territoriale determinata dalla presenza di Distretti Industriali o Sistemi locali manifatturieri);

  • concertazione (presenza di strumenti di programmazione negoziata attivati, in particolare Patti Territoriali, Contratti d’area e Contratti di Programma;

  • pianificazione (strumentazione urbanistica vigente).

Il grado di infrastrutturazione, invece,  è individuato come rapporto tra costo sostenuto dalle Amministrazioni e costo totale per la realizzazione di tutte le opere previste. Nel costo sostenuto sono incluse le somme stanziate dalla Regione Campania con delibera G.R. n° 7516 del 30/12/2001 in un’ipotesi prospettica che tutti i Comuni riescano ad attivare il finanziamento. L’asse delle ordinate interseca l’asse delle ascisse nel punto 40 (valore dell’indice di strategicità sufficiente per supportare la decisione di investimento pubblico); viceversa l’asse delle ascisse interseca l’asse delle ordinate nel punto 8 (valore del grado di infrastrutturazione ritenuto sufficiente a rendere operative le aree industriali).

L’analisi dei dati dello scatter non può sicuramente essere disgiunta da un’attenta valutazione del fattore tempo: la infrastrutturazione di un’area con caratteristiche di insediamento artigianale, volta quindi a rispondere ad esigenze essenzialmente locali, presuppone scelte di investimento pubblico diverse da quelle destinate agli investimenti su aree nodali. La scelta di infrastrutturare piani per gli insediamenti produttivi destinati ad accogliere aziende in grado di far crescere  PIL ed esportazioni del comprensorio, che siano competitive rispetto a mercati regionali, nazionali ed esteri, non può essere alternativa alla scelta di infrastrutturare aree artigianali a respiro locale.

Le aree dei Comuni che ricadono nel quadrante in alto a destra rappresentano quelle aree eleggibili di intervento di infrastrutturazione in attuazione di una corretta politica economica: da un lato le aziende che vi si insediano godono di un vantaggio competitivo dovuto alla vicinanza alle arterie di comunicazione o alla velocità negli adempimenti amministrativi o a migliori condizioni di insediamento dovute ai servizi offerti o ad una maggiore facilità di approvvigionamento di materie prime (Distretti), dall’altro il processo di insediamento avviene nel rispetto dei parametri dello sviluppo sostenibile, in termini di rispetto della sicurezza del territorio (vincoli) ed in termini di risparmio di territorio.

I Comuni le cui aree ricadono nel quadrante in basso a destra sono connotati da un  gap infrastrutturale che andrebbe recuperato data la strategicità dell’insediamento.

Rappresentano la sottoutilizzazione delle risorse pubbliche con relativi danni alla competitività delle aziende insediate. Per queste aree viene richiesto il finanziamento ai sensi della misura 4.1 del Complemento di Programmazione del POR Campania.

I Comuni le cui aree ricadono nel quadrante in alto a sinistra rappresentano scelte non sempre condivisibili di investimento pubblico. Condizioni non ottimali di strategicità sono abbinate a cospicui investimenti pubblici. Si potrebbero verificare danni dovuti allo spreco di territorio e condizioni di scarsa competitività offerte alle aziende che si insediano, in termini di distanze con le direttrici viarie o ferroviarie, di tempi lunghi per gli adempimenti amministrativi. Tali considerazioni sono mitigate dal fatto che per alcuni di questi Comuni le aree industriali risolvono problematiche di insediamenti locali.

I Comuni le cui aree ricadono nel quadrante in basso a sinistra rappresentano scelte pubbliche di investimento in linea con la bassa strategicità delle aree.

In appendice si riporta l’elenco dei Comuni dotati di aree PIP da infrastrutturare, con finanziamenti a valere sulla misura 4.1 del CdiP, e, di questi, quelli dotati di progettazione esecutiva.

 

   

      

2.5.3 Linee di intervento a sostegno delle iniziative produttive

 Oltre alle priorità nell’infrastrutturazione delle aree di insediamento produttivo, nel Documento 1, sono state indicate le linee di intervento da adottare per rispondere alle esigenze palesate dalle aziende che intendevano candidarsi al bando ex lege 488/92.

La delibera di Giunta Regionale n° 3572 del 23/06/2000 ha sancito la validità dell’analisi del Documento 1, assegnando alle aziende che si sono insediate in molti Comuni del comprensorio, un punteggio premiale ai fini del bando ex lege 488/92. La premialità ha determinato, in termini di graduatoria per le domande presentate, il ripristino dei margini di quel vantaggio comparato del territorio perso con le variazioni delle percentuali di ESN e ESL [2], derivate dal passaggio della Provincia di Benevento dalla fascia A dell’obiettivo 1 dell’Unione Europea alla fascia B.

Dalla data di redazione del Documento 1 ad oggi, sono intervenuti due nuovi fatti che hanno mutato lo scenario di riferimento:

1.  la pubblicazione del nuovo bando della legge 488/92 con scadenza 30 giugno 2001;

2.  l’avvio della programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2000-2006 con la pubblicazione del POR Campania e del relativo Complemento di Programmazione.

Per quanto riguarda il primo punto, si propone il mantenimento del punteggio di strategicità dei Comuni come elemento premiale per quelle aziende che intendono insediarsi.

In relazione al secondo punto, la prossima attivazione delle misure del POR Campania determina opportunità in più per le aziende, ma, nello stesso tempo deve concorrere a migliorare il sistema imprese-territorio nel suo insieme. Le misure del POR che hanno direttamente influenza sulla politica di incentivazione alle imprese sono la 4.2 e la 4.3.

La misura 4.2 prevede le seguenti azioni:

- regime di aiuto alle piccole e medie imprese per la realizzazione di investimenti materiali ed immateriali. Per questa azione oltre al cofinanziamento della legge 488/92 è prevista la partecipazione al finanziamento dei contratti di programma nell’ambito dell’Accordo di Programma-Quadro “Poli e Filiere Produttive” con il Ministero del Tesoro Bilancio e Programmazione Economica di cui all’Intesa Istituzionale di Programma sottoscritta tra il Governo e la Regione Campania, nonché al finanziamento degli altri strumenti della programmazione negoziata attraverso protocolli aggiuntivi a Patti Territoriali o Contratti d’Area; il comprensorio del PRUSST è particolarmente interessato da questa opportunità dato che è presente il Patto Territoriale di Benevento ed il Contratto d’Area di Airola con la possibilità concreta di agevolare nuovi investimenti produttivi di imprese e consorzi di imprese;

- regime di aiuto per l’ammodernamento, l’aggiornamento tecnologico dei macchinari e degli impianti tecnico-produttivi e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle PMI. Regime di aiuto a sostegno dei consorzi e delle società consortili operanti nell’industria e nell’artigianato;

- regime di aiuto per l’acquisizione di servizi reali, per il miglioramento della sostenibilità ambientale (certificazione ISO 14000 ed EMAS), per l’internazionalizzazione e per la riorganizzazione aziendale;

- regime di aiuto a sostegno delle PMI per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile;

- regime di aiuto a sostegno dell’imprenditoria giovanile;

- azione di ingegneria finanziaria per favorire l’accesso al credito da parte delle PMI.

La misura 4.3 prevede le seguenti azioni:

- programmi di sostegno alla creazione d’impresa giovanile e femminile;

- marketing territoriale con la redazione e la realizzazione di un programma regionale con l’obiettivo di: sviluppare e realizzare un’agenzia regionale per la promozione della localizzazione industriale;

- sviluppare reti di cooperazione tra imprese e tra territori.

 

[2] ESN = Equivalente Sovvenzione Netto; ESL = Equivalente Sovvenzione Lordo.

 

 

 

Clicca per visualizzare fig. 9 - Scatter "Strategicità - Infrastrutturazione" (situazione marzo 2000)

 

Clicca per visualizzare fig. 10 - Scatter "Strategicità - Infrastrutturazione" (situazione febbraio 2001)

 

Clicca per visualizzare fig. 11 - Scatter "Strategicità - infrastrutturazione" prospettico

       

     

APPENDICI

 

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56 Kb

Note esplicative sulla Scheda riepilogativa "Piano insediamenti produttivi" per Comune

 114 Kb

Scheda riepilogativa "Piano insediamenti produttivi" per Comune

 86 Kb

Scheda Punteggi per Comune   

Sistema dei vincoli (cartografia):

55 Kb

Scheda "Aree da infrastrutturare"

52 Kb

Scheda "Aree da infrastrutturare - progettazioni esecutive"

174 Kb

Cronogramma

   

Capitolo 1 

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